27 dicembre 2008: L’inizio del travaglio

Partiamo con un presupposto. A Natale, a Londra, non funziona NIENTE. Zero. Nessun bus, nessuna metropolitana, nessun negozio aperto (McDonalds inclusi). Una città morta.

Lo stesso vale per il Boxing Day, e cioè il nostro Santo Stefano: servizi ridotti all’osso. 

E qui parte il mio calvario per tornare in Italia e passare un 31 dicembre con amici e un 1 gennaio in famiglia…

L’aereo, rigorosamente RyanAir, parte alle ore 7.25 da Stansted, a 1 ora di viaggio da Londra.

Facendo un po’ di conti, 1 ora di viaggio abbondante, esser 2 ore prima in aeroporto x il check in e bagagli, una cosa quell’altra decido di partire da Londra alle 3.20 di mattina e di prender la navetta autobus.
Il che comporta la sveglia alle 2.20.

Grazie al Boxing Day però, gli autobus notturni non ci sono! E io come raggiungo Liverpool Street per prender l’autobus? Con un taxi! Massì ogni tanto fare il fighetto mi va, e lo prenoto.

Ore 2.50 Arrivo alla fermata della navetta e vedo una discreta quantità di persone a gelare a -1°C (fortunatamente io avevo anche prenotato il posto in autobus) e, per passare il tempo, mi metto a chiacchierare del più e del meno con una gnoccolona slovacca e col suo gnoccolone fidanzato (indovinate su chi avevo mire…).

Saliamo sull’autobus, qualcuno di quelli senza prenotazione rimane giù, ma per il resto arriviamo in aeroporto senza problemi.

Mi rimarrà impressa la visione del parcheggio di Stansted pieno di macchine, tutte coperte da una spessa coltre di ghiaccio. 

Ore 4.50 Check in, consegna valigia, decido di andare da Starbucks a prendere un latte caldo e un chocolate caramel shortbread per Viviana.

Ora vi chiedo una risposta: perchè ogni bevada di Starbucks ha delle temperature interne vicine al punto di fusione dell’acciaio temprato? Hanno la lava dentro quelle macchine del caffè???

Mi ustiono la lingua al primo sorso, lascio lì il resto della bevanda (a spanne si sarà raffreddata dopo circa 6 ore) e gironzolo un po’ per i duty free shops, ovviamente senza comperare (quasi) niente.

Ore 6.50 Mi imbarcano sull’aereo, pronto a partire per le 7.25. Salgo, prendo il primo posto a caso, e mi accomodo, tanto tra pochi minuti partiamo…

Ore 7.50 Ancora non partiti: *A causa di un problema nel computer centrale a Maastricht che si occupa dello smistamento dei voli europei, tutti i voli europei internazionali subiranno un ulteriore ritardo di 2 ore* E vai di iPod per non bestemmiare in tutti i dialetti conosciuti.

Ore 8.30 Incuriosito, chiamo mia mamma in Italia e la rendo partecipe della situazione. In men che non si dica mi fa sapere che:

  1. Il computer centrale dello smistamento è a Bruxelles (Belgio) e non a Maastricht (Olanda)
  2. Tutti i voli europei stanno partendo senza problemi tranne il mio e un altro

Al che mi sento un po’ preso in giro…

Ore 9.49 Si parte! Sul serio! Senza ulteriori problemi!

Ore 13.00 Si atterra!!! Oddio… inizialmente sembrava più uno schianto, ma il pilota è convinto si trattasse di un atterraggio e ho preferito non confutare la sua idea.

Ore 13.30 Nonna. Pranzo. Moltitudine di cose. CIBOOOOH.

Il resto della giornata l’ho passato tra telefonate, Ipercoop e letto, stremato dal viaggio…

Domani mi aspetta un (altro) pranzo da parenti e una serata al Capital Town di Bologna (ora si fa chiamare 2B) per festeggiare il Falcon82 Compleanno!!!

Al prossimo scroccaggio di internet.

Marco

Una risposta a “27 dicembre 2008: L’inizio del travaglio”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *